Odore... di pericolo.
Un pericolo poco evidente, ma invadente


Gli alunni della 5B I.C -Padre Cesare Albisetti- di Terno d'Isola
Gli alunni della 5B I.C -Padre Cesare Albisetti- di Terno d'Isola
E’ ormai marzo; le giornate si allungano, il sole risplende nel cielo e noi, più veloci della luce, usciamo all’aperto a giocare con la palla, con la bici, con i roller..
L’aria tiepida ti accarezza il viso e ti invita a respirare a pieni polmoni. Ma che cosa è questo odore cattivo che ad un tratto ci avvolge? Da dove viene?
La risposta è: dalle industrie, dalle troppe auto in circolazione, dalle discariche, più o meno nascoste, dal notevole e poco controllato uso di insetticidi e detersivi.
Spesso sentiamo parlare di inquinamento e di rischio chimico. Ma cosa si intende per rischio chimico?
È’ la probabilità che l’ambiente e gli esseri umani subiscano un danno grave per l’esposizione ad uno o più agenti chimici, ossia a sostanze pericolose che troviamo anche nei prodotti per la casa, come l’ammoniaca, la candeggina, la benzina, sostanze che servono nella vita quotidiana e che richiedono delle precauzioni d’uso.
Sono tutte contrassegnate da simboli, che grazie all’intervento dei volontari della Protezione Civile di Treviglio, signori Gianni Perego e Marco Villa, siamo in grado di riconoscere.
Ogni simbolo ( pittogramma), evidenziato con un disegno stilizzato e un numerino che classifica la sostanza (1 esplosivo, 3 infiammabile, 6 tossiche..) viene indicato in un quadrato con sfondo arancio o come nella nuova classificazione in un rombo con sfondo bianco con i bordi neri.
Anche i mezzi che trasportano sostanze chimiche pericolose sono contrassegnati, oltre che dai cartelli a forma di rombo anche da un cartello arancione, chiamato Kemler, che ne evidenzia, con dei numeri la pericolosità.
Alla larga da questi mezzi è il consiglio pratico dato dai due volontari.
Il nostro paese ha, come area di maggiore rischio, la strada Provinciale, via Roma, perché in essa transitano anche camion che trasportano sostanze pericolose. In caso di incidente, precisa Gianni, il piano di emergenza predisposto prevede tre aree di rischio: la zona di sicuro impatto ( dove avviene l’incidente), la zona di danno ( dove è probabile si propaghi l’evento ) e la zona di attenzione ( più lontana, dove il rischio è meno forte). Intervengono i Vigili del Fuoco, l’Ente preposto a questo intervento, che devono indossare un equipaggiamento particolarmente pesante che rende molto lenti i movimenti.
Se “ prevenire è meglio che curare “, naso…in guardia!



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  Inviato da admin   venerdì 23 marzo 2012 - 18:31:09
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